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Buongiorno,

il mio nome è Gianluigi Dettori e sono un direttore d'orchestra.

Ho completato i miei studi in direzione d’orchestra in Italia, diplomandomi con il M° Marco Boni presso l’Accademia Internazionale di Imola, e anche presso il Conservatorio di Musica di Cagliari con il M° Sergio Monterisi, e perfezionandomi con alcuni dei migliori direttori italiani, secondo il mio curriculum.

Ho iniziato ad amare la musica in tenera età: mia madre dice che ho iniziato a cantare prima di saper parlare. In breve, ho detto “musica” prima di dire “mamma”.

Ho fatto i miei studi iniziali parallelamente al liceo e poi all’università, avendo conseguito anche una laurea in Giurisprudenza. Ho proseguito gli studi musicali anche in seguito, mentre già svolgevo le funzioni di Magistrato della Repubblica Italiana.

Come italiano amo l’opera, che considero la massima rappresentazione dell’arte musicale e teatrale, e ho affinato i miei studi sull’arte scenica, la poesia per la musica e la metrica del testo.

Credo che la direzione d’orchestra possa essere definita come la capacità di sussumere in un’unità le capacità individuali degli artisti, riunendole alla performance finale, e in questo l’opera è l’esempio ultimo in cui tutto converge verso la performance finale.

Ho iniziato la mia esperienza musicale con orchestre non professionali, a volte amatoriali, cercando di tirare fuori il meglio delle loro capacità e sensibilità in ognuno, e cercando di emozionare prima gli esecutori e poi gli spettatori. Ho proseguito con grande soddisfazione in prestigiosi teatri e con entusiasmanti esperienze di direzione d’orchestra, dalle grandi opere classiche alle prime assolute.

Credo anche che la musica non possa essere separata dal resto delle arti e dal resto della vita sociale in generale. Ogni aspetto della vita quotidiana ha bisogno di essere intriso di bellezza e la musica può essere di grande aiuto in questo. Istintivamente, ognuno di noi cerca la musica in ogni momento, anche senza rendersene conto.

Credo anche che la musica non possa essere separata dal resto delle arti e dal resto della vita sociale in generale. Ogni aspetto della vita quotidiana ha bisogno di essere intriso di bellezza e la musica può essere di grande aiuto in questo. Istintivamente, ognuno di noi cerca la musica in ogni momento, anche senza rendersene conto.

Credo di poter mettere a disposizione delle formazioni artistiche la mia esperienza di direttore d’orchestra italiano, la sensibilità mediterranea e la competenza (soprattutto nel campo dell’opera lirica).  Ho sicuramente bisogno di migliorare le mie competenze linguistiche, anche se la comunicazione del direttore d’orchestra sta nel gesto, aiutato dalla versione italiana universale della lingua e dalla crescente conoscenza dell’italiano da parte dei musicisti.

Credo di poter definire il mio gesto essenziale, comunicativo ma mai inutilmente pomposo. Non appartengo alla generazione di registi che fanno lo spettacolo indipendentemente dal risultato musicale.

Per quanto riguarda il repertorio, penso che la musica sia unica e totalmente degna di essere eseguita quando è bella. Certo, ci sono tipi di scelta per ogni musicista, e ho già detto che amo l’opera in particolare, e in secondo luogo la musica sinfonica del periodo classico, romantico e tardo romantico. Tuttavia, ho avuto la fortuna di fare alcune escursioni nell’epoca moderna e nel periodo barocco, vivendo spesso grandi emozioni e ricevendo applausi dagli interpreti e dal pubblico.